Dove natura, vitigno e tradizione si incontrano
Il terroir è l’armonia perfetta tra ambiente, vitigno e elemento umano. Rovescala, con la sua terra unica, è il luogo ideale dove la Croatina dà vita al celebre Bonarda dell’Oltrepò, un vino che racconta la storia e la passione di questo territorio straordinario.
Il Bonarda Millennium, come lo vede Sergio Agnes (nella foto), è una croatina che affina in botte grande, seguendo la tradizione. Un vino che riposa per almeno 5 anni prima di arrivare nelle nostre bottiglie, per garantire una maturità e una complessità senza pari. Della eccezionale vendemmia 2017 sono rimaste poche bottiglie.
Nel cuore dell’Oltrepò Pavese, Rovescala è il territorio che ha dato vita al Bonarda, e i Fratelli Agnes sono un punto di riferimento per tutta la regione. Stimati da tutti e con una tradizione che affonda le radici nel lontano 1906, anno in cui venne piantato il leggendario vigneto Loghetto, oggi come allora, continuano a produrre un Bonarda inconfondibile.

La Croatina: un vitigno versatile
La Croatina è un vitigno che si presta a molteplici interpretazioni, ma una delle più affascinanti e tipiche è senza dubbio quella frizzante.
I rossi frizzanti, un’eccellenza tutta italiana, sono ideali per abbinamenti ricchi e gustosi: dal cotechino alla casoeula, dai salumi alle lasagne.
Quando si cerca la struttura di un vino rosso, ma con un tannino più delicato e l’effetto sgrassante dell’effervescenza, i vini rossi frizzanti diventano semplicemente insostituibili.
Perfetti per esaltare i piatti più ricchi e tradizionali, regalano freschezza e dinamismo ad ogni boccone.
La Croatina è un vitigno di origini antichissime. Storicamente veniva bevuta nei giorni di festa quando si indossava la cravatta. Ecco da dove deriva l’origine del suo nome

A differenza dei vini rossi frizzanti briosi e giocosi, i vini rossi in versione ferma sono più complessi e di corpo. Spesso affinano in acciaio o in botte grande per i più tradizionalisti o in barriques che se usate con maestria possono levigare la fitta trama tannica, sempre presente nella croatina, e dar vita a vini di grande carattere.
L’Oltrepò pavese non è solo la storica parte orientale confinante con il piacentino. Anche nelle sue propaggini occidentali sul confine piemontese dei colli tortonesi possono nascere vini tipici e di spessore. Fattoria Cabanon a Godiasco salice terme ne è l’esempio. Oltre ai vitigni della tradizione come croatina, barbera, dolcetto, uva rara, uva della cascina, da sempre Fattoria Cabanon è conosciuta anche per i vitigni internazionali, Pinot Nero, Pinot Grigio, Sauvignon blanc, Syrah e uno su tutti che è il simbolo dell’azienda il Cabernet Sauvignon della storica Botte 18, uno delle massime espressioni italiane per questo vitigno

Elena non ha paura di usare la barrique e grazie ad un uso sapiente, un’accurata provenienza dei legni, con la giusta tostatura, un uso di barrique mai nuove, ma di secondo o terzo passaggio, assicura che i sentori da legno non coprano mai l’unicità del frutto. Spesso Elena affina una parte del vino in barriques e un’altra in botte grande per poi unirle insieme in acciaio e poi imbottigliare, in modo da ottenere il meglio da entrambe le tipologie di affinamento. Il Boiseé la Piccola Principessa, croatina in purezza, è l’esempio di questo accurato affinamento e l’annata attualmente in commercio è la 2016.

La botte grande ha il pregio di essere meno invasiva della barrique. In botte grande nascono tra i più grandi vini italiani. Bisogna saper aspettare maggiormente rispetto alla barrique per raggiungere l’apice di maturazione del vino, ma il risultato, se il vino è di qualità, sarà garantito. Il legno grande, insieme alla barrique, è usato anche per il King Arthur, altro vino simbolo dell’azienda che ricalca l’uvaggio del Buttafuoco con croatina, barbera e uva rara, ma se ne discosta per il tempo di affinamento notevolmente più lungo: l’annata attualmente in commercio è la 2016. Se c’è un vino imperdibile in casa Cabanon, al momento, è proprio il King Arthur 2016.

Finiamo questa carrellata di vini in cui la Croatina ne è protagonista con gli ultimi due esempi. Il Souvenir, da sempre conosciuto dai frequentatori di cabanon come la Bonarda frizzante dell’azienda, è fatto come si faceva una volta con la naturale rifermentazione in bottiglia e non in autoclave. L’Augurio, un vino che riflette lo spirito di Elena, è un grande vino da assemblaggio, di più vitigni, di più annate, un enclave di Bordeaux in Oltrepò. Entrambi sono un’ottima presentazione per iniziare a conoscere Fattoria Cabanon, a due prezzi assolutamente accessibili e, perchè no, per iniziare a conoscere un Oltrepò Pavese fatto di duro lavoro e grande, grandissima qualità!














