🍷Tra vigneti e lavanda nasce il Vino Novello di Pinot Nero di Elena, Giovanni, Greg e tutta la famiglia di Fattoria Cabanon. In questo caso il Vino Novello non è un prodotto di serie B, vengono usati solo i migliori grappoli di vecchie vigne e grazie all’attento lavoro prima in vigna e poi in cantina nasce un vino dall’immediato e intenso piacere.
Il Vino Novello
Questo stile di vino nasce nell’AOC Beaujolais, in Francia, nel cosiddetto Beaujolais Nouveau, un vino destinato a un pronto consumo e posto in vendita il terzo giovedì di novembre (in Italia il novello può essere posto in vendita dalla mezzanotte del 30 ottobre)
Questo stile di vino è prodotto con una tecnica detta macerazione carbonica, che consente la produzione di vino in tempi piuttosto rapidi. Si producono vini dalla spiccata aromaticità di frutta, vini “semplici, freschi e immediati”, un vino socializzante perfetto con le caldarroste nelle spensierate sere fra amici.

Nello specifico, i grappoli interi, con il raspo, sono posti in in un recipiente a tenuta stagna in acciaio con una grata a 20 cm dal fondo.
I grappoli subiscono una pressatura
per schiacciamento e i succhi prodotti per gravità dallo schiacciamento dei grappoli sotto il proprio peso iniziano a fermentare, producendo anidride carbonica che va a sommarsi all’anidride carbonica precedentemente aggiunta alla vasca creando così un ambiente anaerobico, senza ossigeno, ma saturo di anidride carbonica e un conseguente innalzamento della temperatura fino a 30°C.
In questo ambiente senza ossigeno e con questa temperatura la fermentazione alcolica diventa intracellulare, all’interno delle bacche intere. Le cellule dell’uva, passate al metabolismo anaerobico, producendo alcol a spese degli zuccheri ma anche dell’acido malico, che diminuisce fortemente.
Rispetto ad una fermentazione alcolica tradizionale si formano come sottoprodotti anche notevoli quantità di glicerina e di aromi secondari, come il cinnamato di etile, dal caratteristico profumo di fragola e lampone.
Lo schiacciamento progressivo dell’uva sotto il proprio peso, facilitato dall’indebolimento della buccia, libera gradualmente del liquido che cala attraverso la grata nel serbatoio sottostante. Al termine della fermentazione, che può durare dai 7 ai 20 giorni, si completa la pigiatura dell’uva e si lascia che l’eventuale residuo zuccherino venga trasformato in alcol nel modo convenzionale.
Tutte queste caratteristiche dovute ad un metabolismo anaerobio rendono la macerazione carbonica un processo unico, il cui prodotto è un vino poco tannico e acido, molto morbido e dai tipici profumi fruttati, floreali e vinosi.
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