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Il Nebbiolo è il Re del Piemonte, conosciuto nelle Langhe nelle denominazioni Barolo e Barbaresco, ma viene coltivato da sempre anche in un altra zona del Piemonte: L’Alto Piemonte
Tutte le grandi bottiglie hanno una verticalità, una piena compenetrazione nel territorio in cui nascono.
Il vino, come l’essere umano, ha una sua identità e il Nebbiolo che cresce nelle Langhe è diverso da quello che cresce nell’Alto Piemonte.
La grande differenza subito percepibile tra i due è la struttura, certamente a favore delle Langhe. Tuttavia non è un punto di debolezza per l’Alto Piemonte, ma è una diversità. La forza dei Nebbioli dell’alto Piemonte non è la struttura, che comunque non manca, ma l’eleganza, la piacevolezza, la scorrevolezza.
Quante volte abbiamo bevuto un grande Barolo ma ci siamo accorti che non era pronto, era giovane, non era ancora nella sua maturità e inevitabilmente ci ha deluso, magari a fronte anche di una spesa economica non indifferente.
Il nebbiolo ha bisogno di tempo per esprimersi, diversamente impone tutta la sua forza travolgente e non lascia spazio ad altro. Invece il nebbiolo dell’Alto Piemonte viene “pronto” prima, vista la sua minore potenza da domare, può essere goduto prima, senza lasciarlo invecchiare per decadi in cantina.

Parlando di verticalità e compenetrazione nel territorio, da cosa è formato questo terreno dell’alto Piemonte?
La storia inizia 180 milioni di anni fa con l’esplosione di un super vulcano con una potenza tale da modificare il clima del nostro pianeta per molti anni.
50 milioni di anni fa la placca africana si scontra con quella europea dando origine alle Alpi e per effetto dello scontro, tutta la struttura sommersa dell’antico supervulcano viene proiettata in superficie, assumendo un andamento orizzontale. L’enorme caldera del super vulcano coincide oggi con le valli dei fiumi Sesia e Sessera, tra le province di Novara, Vercelli e Biella nell’Alto Piemonte.
Il terreno è costituito da porfidi che vanno dal giallo, al rosa, al rosso; si tratta di roccia friabile, priva di humus, acida, salina e ricca di minerali. I vini che provengono dalle viti che affondano le radici in questo terreno unico donano aromi e sapori inconfondibili ed estremamente intriganti.
Tra le denominazioni più storiche dell’alto Piemonte il posto da Re è rivestito dal Gattinara DOCG. Siamo in provincia di Vercelli e per la sua produzione può essere usato nebbiolo proveniente solamente dal comune di Gattinara. Può essere impiegato anche un 10% di altri vitigni come Vespolina o Bonarda. Il periodo di affinamento minimo è di 36 mesi di cui 24 in botti di legno. Il lungo periodo di affinamento ci conferma che siamo davanti ad un vino importante, che ha bisogno di molto tempo prima di essere messo in vendita.
Per fare un paragone, il Barolo richiede un affinamento minimo di 38 mesi, di cui almeno 18 in botti di legno e può essere messo in vendita a partire dal 1 gennaio del quarto anno successivo alla vendemmia.












