Sizzano DOC Paride Chiovini 2016

23.00

Disponibile

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TIPOLOGIA: Rosso DOC
ALCOL: 14,5 % vol.
VITIGNI: Nebbiolo 75%, Vespolina 20%, Uva rara 5%
RESA/HA: 50 quintali
VIGNETO: vecchie viti su suolo acido Argillo-Sabbioso tra i 200 e 350 m. 
FERMENTAZIONE: in acciaio inox a temperatura controllata con lieviti indigeni, 25 gg. macerazione. Malolattica svolta in acciaio
AFFINAMENTO:  4 mesi acciaio, 24 mesi in tonneau di Allier di vario passaggio

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SIZZANO

Sulla stessa collina di Ghemme e di Fara, a metà tra i due borghi, si trova Sizzano, piccolo e silenzioso paese formato perlopiù da cascine. La DOC eponima, dal 1969, è una vera e propria denominazione village, limitata com’è al solo territorio comunale, esclusi i  fondovalle e solo nella fascia altimetrica 200-350 m.

La struttura del vigneto ricalca quella di Ghemme, con i ronchi che si alzano dal livello della provinciale, poi una prima collina cioè il modesto altopiano che inizia alla sommità dei ronchi,  e poi la ripetizione di questo modulo. 

La matrice geologica, come a Fara e Ghemme, è fluvio glaciale, esito dell’azione di erosione ad opera della Sesia. Il suolo è perciò composito: vi si trovano argilla, limi più o meno compatti, rocce vulcaniche, gneiss, ciottoli e sassi ricchi di minerali, friabilissimi e spesso tramutati in sabbia dall’intrusione dell’acqua che, gelando, li frantuma. Il terroir, affine a quello di Ghemme, ha comunque un microclima leggermente più caldo, umido è soggetto alla grandine come quello di Fara. La maggiore diffusione di uve diverse dal nebbiolo, più a loro agio in queste condizioni climatiche in particolare l’uva rara, è invece una peculiarità di Sizzano e Fara, che potrebbe, in teoria, consegnare al venditore vini più pronti e suadenti. Un Sizzano dovrebbe avere rispetto a un Ghemme meno struttura ed essere invece più immediato e persino più fine.

La struttura del vigneto ricalca quella di Ghemme, con i ronchi che si alzano dal livello della provinciale, poi una prima collina cioè il modesto altopiano che inizia alla sommità dei ronchi,  e poi la ripetizione di questo modulo. 

La matrice geologica, come a Fara e Ghemme, è fluvio glaciale, esito dell’azione di erosione ad opera della Sesia. Il suolo è perciò composito: vi si trovano argilla, limi più o meno compatti, rocce vulcaniche, gneiss, ciottoli e sassi ricchi di minerali, friabilissimi e spesso tramutati in sabbia dall’intrusione dell’acqua che, gelando, li frantuma. Il terroir, affine a quello di Ghemme, ha comunque un microclima leggermente più caldo, umido è soggetto alla grandine come quello di Fara. La maggiore diffusione di uve diverse dal nebbiolo, più a loro agio in queste condizioni climatiche in particolare l’uva rara, è invece una peculiarità di Sizzano e Fara, che potrebbe, in teoria, consegnare al venditore vini più pronti e suadenti. Un Sizzano dovrebbe avere rispetto a un Ghemme meno struttura ed essere invece più immediato e persino più fine.

camillo-benso-conte-cavour

La fama del vino sizzanese nei tempi moderni, si deve al grande statista piemontese Camillo Benso conte di Cavour, il quale (come sottolinea don Angelo Stoppa), oltre a essere sommo stratega risorgimentale, è anche provetto viticoltore.     

Scrive Cavour: “confesso ingenuamente che l’ottimo vostro vino di Sizzano mi ha quasi convinto della possibilità di fabbricare in Piemonte vini di lusso. Cotesto vino possiede in alto grado, ciò che fa il pregio dei vini di Francia e manca generalmente ai nostrani, il bouquet. Il bouquet del Sizzano non somiglia a quello di Bordeaux, ma bensì al bouquet del Borgogna, il quale per certe qualità prelibate come il Clos-Vougeot e il Romanet, gode la primizia su tutti i vini di Francia. Or dunque rimane provato che le colline del Novarese possono gareggiare coi colli della Borgogna; e che a trionfare nella lotta è solo necessario proprietari che diligentino la fabbricazione dei vino e ricchi ed eleganti ghiottoni che ne stabiliscano la riputazione”.

DESCRIZIONE

PARIDE CHIOVINI 

I  vini  di  Paride  Chiovini  dal  1997  rappresentano l’antica  tradizione  agricola  del  territorio  dell’Alto Piemonte,  in  tre  ettari  di  vigneto  nelle  varietà  di: Nebbiolo,  (il  nome  locale  è  Spanna);  Vespolina (detta  anche  Ughetta),  autoctono  di  bacca  rossa del  Novarese;  Uva  Rara  (detta  anche  Bonarda Novarese),  anch’essa  autoctona  a  bacca  rossa  ed Erbaluce  Novarese. I  vigneti  sono  condotti  tra  Sizzano  e  Ghemme,  con le  tecniche  di  conduzione  stabilite  dal  disciplinare di  produzione  del  Sizzano  Doc,  del  Colline Novaresi  DOC  e  del  DOCG,  secondo  il  regolamento europeo  di  lotta  integrata  nel  rispetto dell’ambiente. A  partire  da  Febbraio  2021,  la  nascita  della  nuova Società  AZIENDA  AGRICOLA  CHIOVINI  & RANDETTI,  segna  un  importate  traguardo  ma  al tempo  stesso  un  nuova  sfida,  con  l’obiettivo  di incrementare  la  produzione  dei  VINI  DOC  e  DOGC e  di  portare  l’introduzione  di  nuove  coltivazioni tra  cui  lo  Zafferano  dell’Alto  Piemonte.

ALTO PIEMONTE 

180 milioni di anni l’esplosione di un super vulcano con una potenza tale da modificare il clima del nostro pianeta per molti anni, inizia così la storia dell’Alto Piemonte.

50 milioni di anni fa la placca africana si scontra con quella europea dando origine alle Alpi e per effetto dello scontro, tutta la struttura sommersa dell’antico supervulcano viene proiettata in superficie, assumendo un andamento orizzontale. L’enorme caldera del super vulcano coincide oggi con le valli dei fiumi Sesia e Sessera, tra le province di Novara, Vercelli e Biella nell’Alto Piemonte.

Il terreno è costituito da porfidi che vanno dal giallo, al rosa, al rosso; si tratta di roccia friabile, priva di humus, acida, salina e ricca di minerali. I vini che provengono dalle viti che affondano le radici in questo terreno unico donano aromi e sapori inconfondibili ed estremamente intriganti.

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