JESI
La Vallesina, nel cuore della provincia di Ancona, è uno dei territori più fertili e vocati delle Marche. Un paesaggio che si estende tra le colline che separano i monti dal mare, attraversato dal fiume Esino e impreziosito da borghi medievali perfettamente conservati, i celebri Castelli di Jesi. In questo contesto si trova San Paolo di Jesi, piccolo castello sorto tra le vigne, da sempre legato alla tradizione vitivinicola e custode di un patrimonio rurale e culturale che si riflette nell’eccellenza dei suoi vini.
LACRIMA
Il Lacrima di Morro d’Alba è un vitigno autoctono marchigiano a bacca rossa, coltivato quasi esclusivamente nel territorio circostante il borgo di Morro d’Alba, in provincia di Ancona. È un vitigno raro e prezioso, la cui coltivazione è stata recuperata e valorizzata negli ultimi decenni. Il suo nome deriva probabilmente dalla caratteristica buccia dell’acino, che tende a “lacrimare” gocce di succo quando raggiunge la piena maturazione.
Il vino che se ne ottiene è intensamente profumato, con note floreali di rosa e violetta, accompagnate da sentori fruttati di fragola, marasca e prugna. Al palato si distingue per morbidezza, freschezza e una piacevole vena aromatica, che lo rendono unico nel panorama enologico italiano. È tutelato dalla DOC Lacrima di Morro d’Alba, istituita nel 1985
Dalla vigna alla cantina, con cura
La qualità nasce in vigna, con una resa controllata grazie alla potatura corta e al diradamento estivo dei grappoli. La raccolta manuale, eseguita in più passaggi, è seguita da una pressatura soffice immediata. In cantina, la fermentazione e l’affinamento avvengono in botti di cemento vetrificato, che favoriscono una decantazione naturale e riducono al minimo l’uso di chiarificanti. Ogni fase rispetta i tempi naturali del vino, accompagnandolo con delicatezza fino alla bottiglia.
Nel 1976 nasce il primo Cru di Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore, il San Nicolò, che rompe gli schemi passando dalla tradizionale bottiglia ad anfora alla bordolese e inaugurando una nuova stagione per il Verdicchio. Tra i primi a coglierne il valore fu Luigi Veronelli, il più influente critico enologico italiano, che divenne amico e sostenitore della famiglia Brunori, contribuendo a far conoscere il Verdicchio come uno dei grandi vini bianchi d’Italia.
Oggi, a oltre mezzo secolo di distanza, il Verdicchio è il bianco più premiato d’Italia e il San Nicolò rimane l’etichetta di punta della famiglia.