DESCRIZIONE King Arthur Fattoria Cabanon 2018
Grande vino rosso ottenuto da un elegante uvaggio di tre storici vitigni della tradizione oltrepadana: Barbera, Uva Rara e Croatina. Le uve, raccolte a piena maturazione nel tardo autunno, danno origine a un vino ricco, intenso e profondamente espressivo.
Si presenta come un rosso di grande struttura, potente e deciso, ma al tempo stesso suadente ed elegante. Un vino dalla straordinaria concentrazione, nel calice è consistente, si muove lentamente. Il colore è impenetrabile, mentre il profumo è avvolgente e di carattere, con un equilibrio tra la tipicità dei vitigni d’origine e le note conferite dal sapiente affinamento in barriques e botte grande.
Al palato è morbido e ha una lunghissima persistenza. Emergono note di ribes e cassis, arricchite da sfumature cioccolatose e da una dolce vena balsamica donata anche dal rovere. Il risultato è un vino che ha davanti a sè ancora molti anni di grande personalità, come tutti i vini i Cabanon.
È particolarmente indicato in abbinamento a piatti di carne e formaggi stagionati, ma accompagna con grande piacevolezza anche primi piatti ricchi, saporiti e strutturati.
Un vino potente e generoso, capace di scaldare il cuore come le più belle leggende dei nobili eroi.
FATTORIA CABANON
L’azienda vanta da sempre una tradizione di agricoltura biologica, in anticipo di decenni. Il rispetto per l’ambiente e la ricerca di una vita il più sana possibile è la base di tutte le iniziative aziendali; Cabanon produce vini e distillati nel più assoluto rispetto della natura e della salute dei consumatori.
Un’azienda agricola a conduzione familiare che, pur non trascurando le più moderne tecniche enologiche, coltiva e vinifica uve nell’assoluto rispetto della più antica tradizione rurale, arricchendo i prodotti di autentici umori e sapori di nostranità e tipicità, classici della produzione artigianale.
La tradizione vitivinicola di Cabanon è attiva sin dal 1909. Fu però Giovanni Mercandelli, padre dell’attuale proprietaria Elena, ad avere l’intuito di creare su quei terreni una attività vitivinicola imprenditoriale e fu lui a crearla quasi dal nulla, sul finire degli anni ’60. Ebbe l’intuito di impiantare vitigni innovativi e del tutto estranei al classico territorio Oltrepò, (quali Cabernet, Sauvignon Blanc, Syrah ed altri ancora, quasi innominabili!) ed ebbe sempre uno sguardo attento verso la Francia.